Entanglement

 Amore cosmico rivelato?




di Elena Sanda Chira, l'autrice del libro Amen la Nuova Umanità

Il termine entanglement (letteralmente, in inglese, "groviglio", "intreccio") fu introdotto da Erwin Schrödinger, l’uno dei padri della fisica quantistica, in un articolo del 1935. Nello stesso anno Albert Einstein, Boris Podolsky e Nathan Rosen, formularono un esperimento mentale chiamato EPR (dalle iniziali dei loro nomi) che evidenziava il carattere paradossale del fenomeno dell'entanglement. L’entanglement attirò molto l’attenzione degli scienziati, continuò ad essere teorizzato e studiato e negli anni 1980 il fenomeno fu validato da esperimenti particolarmente accurati realizzati all’Università di Parigi da parte del fisico Alain Aspect e colleghi. Le ricerche sono state riprese poi dal fisico Anton Zeilinger e continuate dal fisico americano John Clause. Insieme i tre fisici hanno ricevuto il Premio Nobel per la fisica nel 1922.


L'ENTANGLEMENT: PRINCIPIO QUANTISTICO O SACRO MISTERO?

L'entanglement quantistico, o correlazione quantistica, è un fenomeno quantistico ritrovato a piccola scala che non ha un corrispondente nella meccanica classica, e di conseguenza si considera non riscontrato nella nostra realtà osservabile.  È uno stato derivato da un principio fondamentale della meccanica quantistica, chiamato il “principio di sovrapposizione”. Questo principio, che è il primo postulato della meccanica quantistica, afferma che nello stesso modo in cui le onde della fisica classica si sommano tra di loro, anche due stati quantistici si possono sommare o “sovrapporre” l’uno all’altro, risultandone uno stato nuovo e viceversa, che ogni stato quantistico può essere rappresentato come somma di due o più stati distinti. In altre parole, due o più sistemi fisici più semplici possono essere interpretati come sottosistemi di un sistema più ampio o più complesso. Quest’ultimo sistema avrà come stato quantico la combinazione o “sovrapposizione” dei singoli stati iniziali che rimarranno correlati (entangled) tra di loro e, la misura di una grandezza di uno di loro determina simultaneamente anche il valore per gli altri.

La cosa miracolosa consiste nel fatto che anche se separati spazialmente e posizionati a grandi distanze, i sistemi continuano a comunicare tra di loro. Questo dimostra che la realtà in cui viviamo ha un carattere non locale. La cosa è in disaccordo con il principio di località della fisica classica, che afferma che oggetti distanti non possono avere influenza istantanea l'uno sull'altro e che un oggetto può essere influenzato direttamente solo da oggetti posizionati nelle sue immediate vicinanze.

La fisica quantistica annuncia che è possibile realizzare un sistema costituito da due particelle caratterizzato da determinati valori globali di alcune grandezze misurabili, cioè che le due particelle possono avere un campo “comune”, come un sistema di vasi comunicanti, misurabile con strumenti specifici. Il valore di una di queste variabili misurato su una singola particella, influenza istantaneamente sul corrispondente valore dell'altra, in così modo che il valore globale iniziale rimane invariabile, in rispetto della legge di conservazione.




L'UOMO E' MECCANICO O QUANTICO?

Dunque, la meccanica classica, la relatività generale di Einstein e altre teorie “valide” si basano sul principio della località, mentre la meccanica quantistica lo rifiuta, specialmente a causa del fenomeno quantistico chiamato entanglement, che dimostra la non località della realtà, almeno al livello atomico e subatomico.

Come si possono mettere in accordo tra di loro, visto che tutte queste teorie sono state accettate e dimostrate sperimentalmente? (Questa è la domanda principale nella ricerca della teoria del tutto).

La realtà nella sua totalità è locale o non locale? Oppure quale parte e “locale” (quali sottosistemi) e quale parte e “non locale”?

Se i principi della meccanica quantistica descrivono la realtà del microcosmo (l’infinitamente piccolo) e quelli della meccanica classica descrivono il comportamento degli oggetti del macrocosmo (l’infinitamente grande), quale è il confine tra i due mondi? Dove finisce il piccolo e dove inizia il grande?

L’uomo come totalità quantica, in qualità di osservatore, dove si trova su questa scala e quali leggi lo governano? E non mi riferisco qui al mio cervello, ai miei ipocondri o ad altre particelle, mi riferisco all’Uomo come totalità, intero, integro, indivisibile, come particella elementare e quanto di informazione quantistica vivente.

La scienza non è arrivata ancora a studiare i “quanti” della grandezza dell’uomo, ma tutti noi abbiamo il diritto e il dovere di partecipare a questa sfida. “Conoscere se stessi” non è un argomento di ricerca nel programma della scienza odierna, non è mai stato e non si è sicuri che ci sarà nei prossimi decenni. Ogni essere umano può studiarsi da solo e osservare se i suoi comportamenti, manifestazioni e stati sono meccanici oppure quantistici. L’osservatore e l’osservato è uno solo. Lo scienziato e l’oggetto dell’osservazione sei tu.






L'AMORE. UNA FORZA FISICA DELLA NATURA

Gli scienziati dicono che si possono ottenere in pratica due particelle che possiedano la caratteristica dell’entanglement, acquisendole da un processo naturale che le origini nel medesimo istante, e poi facendole interagire opportunamente.

L’amore che sperimentiamo, che a volte ci alza su tutte le scale fino al paradiso e altre volte ci fa andare nell’inferno delle nostre emozioni e degli schemi mentali radicati nel subconscio da secoli e generazioni, l’amore è meccanico o quantistico? È possibile che coloro che si amano siano caratterizzati da un unico stato quantico globale definito?

 I fratelli gemelli sentono a distanza a vicenda i loro stati d’animo più profondi. È possibile che siano in entangled?

Le anime di due innamorati che si richiamano è possibile che siano nate nel medesimo istante, prima ancora che l’universo venisse in essere? È possibile, dunque, che siano in entangled?

 Non voglio “scientizzare” l’amore, voglio soltanto sondare tutte le leggi conosciute, comprendere chi siamo noi, meravigliosi esseri parlanti e amanti, così forti e così fragili, quali leggi cosmiche ci governano come umani, come imparare a conoscerle e applicarle per poter amare con beatitudine e usare questo potere per la nostra liberazione e per il progredire verso una perfetta sintonia con noi stessi e con i nostri simili e verso lo stato più alto della Coscienza Umana.

Voglio imparare ad amare in modo “scientifico”, nel senso di “consapevole” della potenza e dello scopo cosmico dell’amore. Voglio vedere quali montagne si spostano quando l’anima mia incontra l’altra anima che l’universo ha creato nello stesso istante.

Voglio solo imparare ad amare.

Voglio solo amare.


 ------------------------------------------------------------


***

“Finora abbiamo percepito l’amore nella sua forza propulsiva, quasi subendola, perché non è possibile disattenderla. Ora ci avviciniamo a grandi passi alla sua scoperta in modo consapevole e per questo ho parlato di amore scientifico. Può sembrare quasi anomalo il termine “scientifico”, non siamo abituati a questo modo d’intendere un semplice sentimento, ma, accezioni lessicali a parte, rimane la consapevolezza dell’Amore quale principio universale che si manifesta in un divenire della vita che ama la vita".

(dal libro “La Biologia Rivelata” di           Claudio Trupiano, 2023) 


***








torna al sito:  www.sandachira.com 

Se ti piace seguimi su:

telegram: https://t.me/amenlanuovaumanita 

instagram: https://www.instagram.com/amen.la.nuova.umanita/

Scrivimi i tuoi pensieri via e-mail  sandachira@hotmail.com  



"La gente non vede nessuna cosa come è veramente se non diventa come essa". 

(Vangello di Filippo)


Ti ringrazio per avermi visitata oggi! 



Commenti

Post popolari in questo blog