Maria Maddalena
e l’apostolato femminile di Gesù Cristo
“Quando Eva era in Adamo la morte non c’era. Quando fu separata da lui, la morte venne. Se ella entra di nuovo in lui e lui la abbraccia, la morte cesserà di essere”. (dal Vangelo di Filippo)
La figura di Maria Maddalena, presente in tutti i quattro
vangeli canonici, occupa una posizione di spicco all’interno del gruppo di
discepoli di Gesù. Il suo nome è specificato più volte di qualsiasi altro nome
femminile; viene citata sempre prima quando si fa un elenco di più donne; non
viene mai identificata con riferimento a un nome maschile, marito, figlio, come
era l’abitudine dell’epoca. Non si sa niente di lei, se è sposata o vedova, se
ha figli o altro. Si sa solo che era una donna agiata e che offriva viveri a
accoglienza ai seguaci di Gesù. Anche la città di Magdala come luogo di
provenienza è stata messa in dubbio. La parola “Maddalena” secondo alcuni
studiosi, non fa riferimento alla città di Magdala, come altri ricercatori
sostengono, è un aggettivo che significa in copto “resa grande”, “magnificata”,
“esaltata”;
Maria Maddalena è presente anche in testi gnostici come Il Dialogo del salvatore, Pistis Sophia, Il Vangelo di Filippo, Il Vangelo di Maria, Il Vangelo di Tommaso.
Maria Maddalena è colei
che annuncia la risurrezione di Cristo e la sua testimonianza viene presa in
considerazione, anche se in quel contesto storico la parola di una donna non
valeva nulla. Seguire Gesù, accompagnarlo, assisterlo e rimanere in dolore
vicino alla croce, andare prima dell’alba al sepolcro per ungere il suo corpo, significava
mettere in pericolo la propria vita. Questi sono atti di estrema consapevolezza
della realtà straordinaria alla quale le è stato concesso di partecipare.
Mentre sta piangendo
con disperazione, dopo aver trovato il sepolcro vuoto, apparve il Maestro e gli
chiede che cosa stava cercando. Lei non lo riconosce finché non sente la sua
voce chiamandola per nome: “Maria!“ Allora lei risponde: “Rabbuni!...” Il
maestro la richiama in sé, nello stesso modo in cui in precedenza aveva
richiamato Lazzaro dai morti. La richiama con dolcezza. Maria vive in quel
istante la propria risurrezione. La risurrezione è un atto d’amore condiviso e,
così, moltiplicato. L’Amore è l’esperienza limite data all’uomo per trascendere
la morte.
Perché Pietro odiava Maria?
Maria è colei che sa più di tutti gli apostoli. Il Vangelo
di Filippo recita: “La compagna del Salvatore è Maria Maddalena. Il
Salvatore la amava più di tutti e la baciava spesso sulla bocca”. Il bacio
sulla bocca o il “bacio santo” (raccomandato poi da Paolo: “Salutatevi a
vicenda con il bacio santo” - Romani 16:16), è la “co-spirazione”, il
condividere il soffio di vita, lo spirito santo, la forza creatrice che vivifica
i corpi. “Chi beve dalla mia bocca non assaggerà la morte”, disse Gesù
nel Vangelo di Tommaso.
Pietro è spesso scontroso nei riguardi di Maria: “Davvero
egli (Gesù) ha parlato con una donna in privato, senza che lo sapessimo?
Dovremmo tutti ricrederci e ascoltarla? Egli preferiva lei a noi?”. Altri
invece la difendono, come Levi nel Vangelo di Maria: “Pietro, tu sei
sempre irato. Ora vedo che discuti contro questa donna come un nemico. Se il Salvatore
l’ha resa degna, chi sei tu per rifiutarla? Certo, il Salvatore la conosce
bene. Ed è per questo che l’ha amata più di quanto abbia amato noi. Quindi
dovremmo vergognarci e assumere la perfetta umanità…”.
In tali situazioni Maria piange. Non vuole discordia con i
fratelli per la sua vicinanza a Gesù. Ma lei e connessa allo Spirito di Cristo
costantemente. Il femminile divino, possiede un “organo” interno chiamato “Nous”,
un’intelligenza intuitiva unificatrice che contempla il Tutto come Uno.
Alla richiesta di Pietro (“Dicci le parole del Salvatore
che ricordi, che tu conosci e noi no, poiché non le abbiamo udite”), Maria racconta esperienze
trascendentali, visioni, esperienze mistiche: “Ho veduto il maestro in una
visione e gli ho detto, Maestro, oggi ti ho visto in una visione. (…) Maestro,
come fa una persona a vedere una visione, con l’anima o con lo spirito?” Gesù
gli risponde: “…ne con l’anima, ne con lo spirito. Il nous (la “mente”
in alcune traduzioni) che sta tra i due vede la visione” (dal Vangelo di
Maria).
Ecco che Maria racconta
ai discepoli come lei incontra il maestro “in segreto”, attraverso
l’intuizione contemplativa, visionaria, scendendo nel proprio “luogo di
riposo” dove i misteri vengono rivelati. Questa realtà rende l’incontro
con Cristo un continuum atemporale. Maria non attende il Maestro, ma va
a cercarlo nel luogo in cui Egli risiede.
Poiché il Femminile Divino è
il “luogo segreto” dove origina ogni creazione e il Divino Maschile è il puro
pensiero, la Parola di Dio che crea.
Il turbamento e l’invidia di Pietro riflette la sua
incapacità di accedere a quel “luogo”, in quanto non ancora colmo dello Spirito
Santo.
L’apostolato femminile di Gesù
Anche se al tempo di Gesù non esisteva la parola “discepola”,
al femminile, negli Atti 9:36 leggiamo: “…a Giaffa c’era una
discepola chiamata Tabità […] la quale abbondava in opere buone e faceva molte
elemosine”. Oltre ai dodici apostoli, Gesù è seguito da “alcune donne
che erano state guarite da spiriti cattivi e da infermità” […] “Maria, chiamata
Maddalena […]; Giovanna, moglie di Cuza, amministratore di Erode; Susanna e
molte altre, che li servivano con i loro beni” (Lc 8,1-3). Durante
la crocifissione “vi erano anche alcune donne […] tra le quali Maria di
Màgdala, Maria madre di Giacomo il minore e di Ioses, e Salome, le quali,
quando era in Galilea, lo seguivano e lo servivano, e molte altre che erano
salite con lui a Gerusalemme” (Mc 15,40-41). L’Apostolo Paolo nomina
anche una apostola di nome Giugna (Romani 16:7). Un seguito femminile era una
cosa straordinariamente rivoluzionaria nel contesto storico del tempo, in cui
le donne non avevano alcun valore ed erano considerate semplici oggetti.
È ragionevole pensare che l’apostolato maschile aveva il
ruolo di portare al mondo il messaggio sulla capacità dell’uomo di
trascendere la morte, mentre l’apostolato femminile aveva il ruolo di accoglienza e concreta
realizzazione della Conoscenza della Vita che insegna come diventare umani
perfetti, immortali, attraverso una pratica spirituale di immersione nella zona
più intima del proprio essere.
Con tutta la preparazione all’amore insegnata da Gesù prima
della sua morte e negli altri 11 anni (vedi Pistis Sophia) prima della sua Ascensione,
la Chiesa delle origini ha tagliato fuori il femminile dal processo di
comprensione e di realizzazione dell’uomo nella nuova zona di coscienza aperta
da Gesù Cristo. Pietro si esprime chiaramente a riguardo nel Vangelo di
Tommaso: “Maria dovrebbe lasciarci, perché le donne non sono degne della
vita”.
Un movimento maschile dogmatico, pragmatico, quantitativo,
ostentativo e a volte crudele ha fatto il giro del mondo come un tornado,
sollevando polvere e sangue e mettendo spesso in vendita il corpo e il sangue
di Cristo. Un saltare di qua e di là su una sola gamba. Senza il contributo
femminile creativo, l’impresa della salvezza, dopo duemila anni, è ancora in
attesa di essere compiuta.
Come possiamo rimediare?
Riprendendo a camminare su due gambe, donna e uomo accanto:
due corpi connessi a un'unica mente, la mente di Cristo. Ricreando la Sacra Unità
delle origini: il femminile divino e il maschile divino sono complementari e
costruiscono insieme l’identità di Cristo, l’Umano Perfetto.
-
Io, come Donna, da dove posso iniziare oggi?
Abbandona ogni falsa identità, scendi nel tuo “luogo
segreto”, cerca Cristo che è in te e accogli la Sua Parola. Ama quella
Parola finché diventa Vita!
-
Io, come Uomo, cosa intraprendere?
Ama la donna che ti è stata concessa come la luce dei tuoi
occhi. Lei custodisce la Parola e il suo spirito creativo diventerà la tua risurrezione!
Note
-
San Tommaso d’Aquino (1225-1274) nomina Maria
Maddalena come “Apostola degli Apostoli”.
-
Nel 14 settembre 591 d.C. il papa Gregorio
Magno in un’omelia confonde Maria Maddalena con la prostituta pentita.
-
Nel 3 giugno 2017, papa Francesco riabilita
Maria Maddalena con un decreto e dichiara il 22 luglio come giorno di festa
nella sua memoria.
vai al sito
guarda il libro AMEN LA NUOVA UMANITA'


Commenti
Posta un commento